Guardia Sanframondi, dal commercio dei cuoi alla stagione del Barocco
Tra Sei e Settecento la prosperità alimentata dalla Corporazione dei Cuoiari contribuì a creare le condizioni per una straordinaria fioritura culturale. Le opere di Paolo De Matteis, quelle riferite a Francesco Narici e la pittura di Pietro Bardellino raccontano una comunità appenninica capace di inserirsi nelle grandi correnti economiche e artistiche del Mezzogiorno di Domenico Rotondi Prima dell’arte vennero il lavoro, il commercio e la capacità di costruire relazioni oltre i confini dell’entroterra. Per comprendere la stagione culturale che Guardia Sanframondi visse tra Sei e Settecento occorre partire dalla sua economia e, in particolare, dal ruolo assunto dalla Corporazione dei Cuoiari , protagonista di una rete mercantile che collegò il Sannio appenninico a territori e mercati molto più lontani. Un antico itinerario commerciale attraversava Guardia Sanframondi, Pontelandolfo, Morcone, Santa Croce del Sannio, Riccia e Gambatesa, fino a raggiungere Manfredonia , importante a...








