Campobasso, la rimonta che pesa più dei tre punti.
Ci sono vittorie che aggiornano la classifica e vittorie che definiscono un’identità. Quella con cui il Campobasso FC ha superato 2-1 la Juventus Next Gen, nel pomeriggio, allo stadio Molinari, appartiene alla seconda categoria: non soltanto per il sorpasso in graduatoria, ma per il modo in cui è maturata.
Il primo tempo ha rappresentato, per i rossoblù, un avvertimento severo. La Juventus Next Gen è passata in vantaggio al 27’ e ha imposto per lunghi tratti ritmo e ordine, mentre il Campobasso è apparso contratto, corto nelle linee e poco continuo nelle scelte. La sensazione era quella di una gara destinata a scivolare verso la gestione ospite.
L’episodio che ha inciso sull’inerzia è arrivato al 42’, con l’espulsione di Gündüz per doppia ammonizione. Da quel momento la partita ha cambiato fisionomia. In superiorità numerica, il Campobasso non ha vinto per automatismo: ha costruito la rimonta con pazienza, alzando il baricentro e aumentando la qualità della circolazione.
Tra il 66’ e il 70’ sono arrivati i gol di Agazzi e Cristallo, frutto di azioni manovrate e non di casualità. In quei quattro minuti si è vista la differenza tra una squadra che rincorre e una che governa. La Juventus Next Gen ha provato a reagire, ma il Campobasso ha difeso il vantaggio con ordine, senza smarrire equilibrio.
Il dato aritmetico — 36 punti e quarto posto — conta. Ma conta di più il segnale: il Campobasso ha dimostrato di saper trasformare un episodio favorevole in un progetto di partita. In Serie C, dove l’equilibrio è regola e non eccezione, è una qualità che pesa. E pesa oltre i tre punti.
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