La Kermesse Sannita e il valore di una visione culturale che resiste nel tempo
Ci sono iniziative culturali che nascono come eventi e finiscono per diventare istituzioni. Non perché lo stabilisca un atto formale, ma perché il tempo ne consolida il senso, la comunità ne riconosce il valore e il territorio ne percepisce la funzione civile. È in questa prospettiva che va letta la nuova edizione della Kermesse Sannita – Triennale d’Arte Contemporanea, la rassegna ideata anni fa a Guardia Sanframondi e oggi ospitata, per la sua inaugurazione, nella Chiesa di San Francesco a Sant’Agata dei Goti, dove domenica 8 marzo, alle ore 18, prenderà avvio un percorso espositivo destinato a protrarsi fino al 7 maggio 2026.
La manifestazione rappresenta una delle esperienze più coerenti e longeve nel campo della promozione dell’arte contemporanea nel Sannio. Nel corso degli anni la Kermesse ha costruito una rete di artisti, studiosi e amministratori locali che hanno riconosciuto nell’arte non un elemento decorativo, ma uno strumento di riflessione sul presente e di valorizzazione dei luoghi. La scelta di una formula triennale non risponde a una logica meramente organizzativa: riflette piuttosto la volontà di dare respiro progettuale a una rassegna che intende dialogare con il territorio e con il tempo lungo della ricerca artistica.
L’inaugurazione dell’edizione 2026 sarà accompagnata dagli interventi istituzionali e culturali di Claudio Lubrano, presidente della Pro Loco cittadina; Giovanni Pollastro, assessore alla Cultura del Comune di Sant’Agata dei Goti; dello scultore Ernesto Pengue; e della sindaca Giovannina Piccoli. La presenza delle istituzioni locali accanto agli artisti segnala una convergenza significativa: la cultura, nelle aree interne, continua a rappresentare uno degli strumenti più efficaci per rafforzare l’identità dei luoghi e per contrastare l’erosione demografica e sociale che da decenni investe questi territori.
Il percorso espositivo riunirà autori che appartengono a sensibilità e linguaggi diversi – Gaetano Cantone, Giovanni Lombardi, Carmine Carlo Maffei, Mario Mascia, Nicola Migliozzi, Elio Parrella, Ernesto Pengue, Angelo Pescatore – componendo un mosaico di esperienze che restituisce la vitalità della ricerca contemporanea nel Mezzogiorno. L’arte, in questa prospettiva, non si limita a occupare uno spazio espositivo: diventa strumento di interpretazione del paesaggio umano e culturale del Sannio.
La storia stessa della Kermesse Sannita testimonia come anche nei contesti apparentemente marginali possano nascere iniziative capaci di produrre valore culturale. L’idea originaria, maturata a Guardia Sanframondi, si fondava su una convinzione semplice e radicale: l’arte contemporanea non appartiene soltanto alle grandi capitali culturali, ma può trovare nel tessuto delle comunità locali un terreno fertile per nuove forme di dialogo tra tradizione e innovazione.
Negli anni, come documentato anche dalle pagine di Realtà Sannita, la rassegna ha contribuito a tenere aperto un discorso pubblico sull’arte e sul patrimonio culturale del territorio. In un’epoca segnata da una crescente omologazione dei linguaggi e delle politiche culturali, la Kermesse ha continuato a proporre una visione alternativa: quella di una cultura che nasce dal radicamento nei luoghi e che, proprio per questo, riesce a dialogare con una dimensione più ampia.
A rafforzare questo percorso giunge, proprio nelle ultime ore, una notizia destinata ad assumere un significato simbolico e concreto allo stesso tempo. Il Comune di Guardia Sanframondi ha infatti istituito un nuovo spazio museale dedicato all’arte contemporanea, collocato all’interno della struttura che ospita già la Collezione di Farfalle. L’iniziativa si inserisce in un progetto più ampio: trasformare quel luogo in un centro espositivo permanente, capace di promuovere la fruizione della cultura nel senso più alto del termine.
La scelta appare tanto più significativa se si considera il contesto nel quale essa matura. Per decenni il patrimonio artistico e identitario della cittadina è stato segnato da furti, dispersioni e razzie che hanno impoverito il tessuto culturale locale. A ciò si è aggiunta una prolungata assenza di interventi strutturali da parte delle istituzioni nazionali e regionali, che non hanno mai previsto una misura legislativa straordinaria finalizzata al recupero sistematico dei beni culturali guardiesi.
In questo scenario, la decisione dell’amministrazione comunale assume il valore di un segnale politico e culturale preciso. Con rigore di bilancio e una gestione attenta delle risorse, il Comune ha scelto di investire nella cura dei luoghi storici e nella costruzione di nuovi spazi dedicati alla cultura. Non si tratta soltanto di un’operazione amministrativa: è l’affermazione di una visione secondo la quale la tutela del patrimonio e la promozione dell’arte rappresentano strumenti fondamentali per rafforzare la dignità civile di una comunità.
La Kermesse Sannita si colloca esattamente dentro questa traiettoria. Non è soltanto una rassegna artistica, ma un laboratorio culturale che negli anni ha contribuito a costruire un racconto diverso del Sannio: un territorio capace di coniugare memoria storica e apertura al contemporaneo.
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