Lo scudo di Kòra, a Bojano la memoria sannita incontra la letteratura

 


Il 9 ottobre, a Palazzo Colagrosso, l'Associazione Ver Sacrum Bojano presenta il romanzo di Nicola D'Angelo. Un incontro dedicato alla civiltà sannitica, al valore della memoria storica e al rapporto tra identità culturale e futuro delle comunità appenniniche.

di Domenico Rotondi

La storia di un popolo non si esaurisce nelle vicende tramandate dalle fonti antiche, ma continua a vivere nella memoria collettiva, nelle testimonianze archeologiche e nella capacità delle comunità di riconoscere e interpretare le proprie radici. È questa la prospettiva culturale nella quale si inserisce l'iniziativa promossa dall'Associazione Ver Sacrum Bojano, che venerdì 9 ottobre 2026, alle ore 17.30, presso Palazzo Colagrosso, ospiterà la presentazione del romanzo Lo scudo di Kòra, scritto da Nicola D'Angelo, magistrato e autore particolarmente attento alla storia dell'antico Sannio.

L'appuntamento rappresenta un'occasione di approfondimento sulla civiltà sannitica attraverso un'opera nella quale la ricostruzione storica si intreccia con la sensibilità letteraria, restituendo centralità a temi universali quali la libertà, il coraggio, l'appartenenza e la dignità umana.

Come ho avuto modo di evidenziare nella recensione pubblicata dall'Associazione culturale La Terra, nell'ambito delle attività culturali legate a Cammina, Molise!, il romanzo di D'Angelo supera i confini della narrazione epica per proporre una riflessione sul rapporto tra potere, memoria e identità. Al centro della vicenda emerge Kòra, una guerriera sannita che, sullo sfondo delle guerre combattute contro Roma, affronta non soltanto le difficoltà imposte dal conflitto, ma anche i condizionamenti di una società nella quale il ruolo femminile incontra limiti e pregiudizi.

La protagonista assume così un valore simbolico che trascende la dimensione narrativa. La sua vicenda richiama il destino di quanti, pur avendo contribuito alla storia delle rispettive comunità, rischiano di essere dimenticati perché estranei al racconto tramandato dai vincitori.

Particolarmente significativa appare la scelta di presentare il volume proprio a Bojano, l'antica Bovianum, centro di primaria importanza nella storia dei Sanniti Pentri. In questo contesto, il richiamo alla civiltà italica non costituisce un semplice esercizio di memoria, ma diventa un'occasione per riflettere sul rapporto tra patrimonio storico, identità territoriale e responsabilità culturale delle generazioni contemporanee.

A conferire ulteriore valore all'iniziativa sarà la partecipazione di rappresentanti istituzionali e di realtà associative impegnate nella valorizzazione della storia, della cultura e delle tradizioni locali.

L'incontro sarà introdotto e coordinato da Mariantonietta Romano. I saluti istituzionali saranno affidati a Claudia Patricelli, presidente dell'Associazione Ver Sacrum Bojano, a Carmine Ruscetta, sindaco della città di Bojano, e a Raffaella Columbro, assessora comunale alla Cultura.

Seguirà l'intervento dell'autore, Nicola D'Angelo, al quale sarà affidato il compito di accompagnare il pubblico nella conoscenza del romanzo e delle suggestioni storiche e letterarie che ne hanno ispirato la composizione. Il programma prevede, inoltre, uno spazio dedicato agli interventi dei partecipanti, favorendo un confronto diretto tra l'autore e il pubblico.

L'evento, organizzato dall'Associazione Ver Sacrum Bojano, si svolgerà in collaborazione con il Comune di Bojano e con il contributo della Via Micaelica Molisana, del Lions Club Bojano e dell'Archeoclub d'Italia, sezione di Bojano. La presenza di queste realtà testimonia il valore di una collaborazione associativa che riconosce nella cultura uno strumento di conoscenza, partecipazione e valorizzazione del patrimonio territoriale.

Il significato dell'iniziativa, tuttavia, non si esaurisce nella presentazione di un'opera letteraria. La riscoperta della civiltà sannitica assume particolare rilevanza in una fase storica nella quale numerose comunità dell'Appennino affrontano le conseguenze dello spopolamento, dell'indebolimento dei servizi e della progressiva perdita di centralità economica e sociale.

In tale contesto, la conoscenza del passato può contribuire a rafforzare la consapevolezza del valore dei territori, purché non venga ridotta a una rappresentazione nostalgica della storia. La memoria diventa una risorsa autentica quando alimenta la ricerca, sostiene la trasmissione dei saperi e favorisce nuove occasioni di partecipazione culturale.

È proprio in questa direzione che merita attenzione l'attività dell'Associazione Ver Sacrum Bojano, impegnata nella promozione di iniziative capaci di collegare la conoscenza delle antiche civiltà italiche alle esigenze culturali della società contemporanea.

Il romanzo di Nicola D'Angelo offre, da questo punto di vista, uno spunto particolarmente interessante. Attraverso la figura di Kòra, la narrazione restituisce dignità letteraria a una dimensione della storia sannitica nella quale il destino individuale si confronta con quello collettivo, mentre il desiderio di libertà diventa parte integrante della coscienza di un popolo.

La letteratura storica, quando riesce a coniugare la forza dell'immaginazione con l'attenzione al contesto nel quale si sviluppano le vicende narrate, può avvicinare il lettore a epoche lontane senza pretendere di sostituirsi alla ricerca storiografica. È in questo equilibrio che risiede una delle ragioni dell'interesse suscitato da opere capaci di riportare al centro dell'attenzione civiltà troppo spesso conosciute soltanto attraverso la prospettiva delle potenze che le hanno combattute.

L'appuntamento di Bojano assume, pertanto, un significato che supera la dimensione strettamente editoriale. Rappresenta un invito a riscoprire la complessità della storia sannitica e a riconoscere nel patrimonio culturale dell'Appennino una componente essenziale della storia italiana.

Perché la memoria di una comunità non coincide soltanto con ciò che il passato le ha consegnato, ma si misura anche con la capacità di custodirlo, interpretarlo e trasmetterlo.

Ed è proprio attraverso questa continuità tra conoscenza storica e responsabilità culturale che i territori possono ritrovare le ragioni della propria identità e costruire, con maggiore consapevolezza, il loro futuro.


Bojano, Palazzo Colagrosso, venerdì 9 ottobre 2026, ore 17.30. Ingresso libero. Saranno disponibili copie del volume.

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