Faicchio, il Sannio oltre i confini: infrastrutture, imprese e identità per costruire lo sviluppo - Osservatore Sannita su Realtà Sannita

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Al Castello Ducale, Confindustria Benevento e Caserta rilanciano una strategia comune per le valli Telesina e del Volturno. Dall'Alta Velocità al turismo, una sfida che chiama in causa istituzioni, imprese e comunità locali.

di Domenico Rotondi

Duemila anni fa i tratturi attraversavano il territorio sannita, collegando comunità, mercati e luoghi di produzione ben oltre i confini amministrativi che sarebbero stati tracciati nei secoli successivi. Lungo quelle direttrici si muovevano uomini, greggi, merci e conoscenze, alimentando un sistema di relazioni economiche e sociali fondato sulla mobilità e sugli scambi. Oggi, mentre l'Alta Velocità ferroviaria e le nuove infrastrutture stradali promettono di ridisegnare la geografia dei collegamenti meridionali, quella memoria suggerisce una riflessione di stretta attualità: lo sviluppo nasce dalla capacità di mettere in relazione territori, risorse e persone.

È questo il filo conduttore emerso mercoledì 28 ottobre al Castello Ducale di Faicchio, dove Confindustria Benevento ha promosso la terza tappa di «Insieme 100 – Confindustria incontra il territorio», nell'ambito delle celebrazioni per il centenario dell'associazione industriale sannita.

L'incontro, dedicato alla Valle Telesina e alla Valle del Volturno tra sviluppo industriale e vocazione turistica lungo la direttrice dell'Alta Velocità, ha riunito rappresentanti del Governo, delle istituzioni regionali e locali e del mondo imprenditoriale. A moderare i lavori è stata la giornalista Rai Maria Soave.

Al centro del confronto, la necessità di trasformare i grandi investimenti infrastrutturali in opportunità concrete per l'economia e le comunità. Una prospettiva che ha trovato espressione nel Manifesto programmatico condiviso da Confindustria Benevento e Confindustria Caserta, orientato a costruire una strategia territoriale integrata.

Il presidente della Provincia di Benevento e sindaco di Faicchio, Nino Lombardi, ha richiamato l'esigenza di superare divisioni e particolarismi, mentre il saluto dell'amministratrice unica del Castello Ducale, Tina Imperadore, e il contributo di Giuseppe D'Avino, presidente di Strega Alberti, hanno accompagnato la rievocazione del percorso centenario dell'associazione industriale.

Andrea Esposito, presidente di Confindustria Benevento, ha posto l'accento sulla necessità di connettere il Sannio, recuperandone la storica vocazione alle relazioni. Il richiamo al pastore sannita e alle antiche vie della transumanza ha restituito profondità a una questione contemporanea: nessun territorio può affrontare efficacemente le sfide della competitività rimanendo prigioniero dei propri confini amministrativi.

Luigi Della Gatta, presidente di Confindustria Caserta, ha sottolineato l'importanza di valorizzare le peculiarità produttive e culturali nell'epoca dell'intelligenza artificiale. Le nuove tecnologie modificano i processi economici, ma non cancellano il valore delle identità locali, che possono anzi rappresentare un elemento distintivo nella competizione tra sistemi produttivi.

Le infrastrutture e il divario meridionale

Il confronto è entrato nel merito degli investimenti con il contributo del sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Antonio Iannone, intervenuto in collegamento telematico.

Particolare attenzione è stata riservata al potenziamento della Telesina, per il quale sono stati richiamati investimenti nell'ordine di 1,1 miliardi di euro, e alla nuova linea ferroviaria Napoli-Bari, destinata a migliorare i collegamenti tra i due versanti della penisola.

Il sottosegretario ha ricondotto tali interventi alla necessità di colmare il divario infrastrutturale che continua a penalizzare il Mezzogiorno, richiamando l'entità degli investimenti e dei cantieri ferroviari in corso.

Il principio emerso è chiaro: il Sud non ha bisogno di assistenzialismo permanente, ma di condizioni strutturali che consentano alle sue imprese di competere e contribuire stabilmente alla crescita economica nazionale.

Il Manifesto individua nel potenziamento della SS 372 Benevento-Caianello una priorità strategica, sottolineando anche la necessità di garantire collegamenti alternativi durante i lavori, affinché i cantieri non aggravino le difficoltà delle comunità e delle attività produttive.

Dario Lo Bosco, amministratore delegato e direttore generale di FS Engineering, ha inquadrato il processo di modernizzazione ferroviaria nella più ampia trasformazione della mobilità meridionale.

Filippo Liverini, presidente di Mangimi Liverini, ha richiamato un principio essenziale: le infrastrutture devono essere al servizio dei territori. Ridurre i tempi di percorrenza tra i grandi centri urbani, infatti, non basta se le aree produttive e i piccoli Comuni continuano a incontrare difficoltà nell'accesso ai servizi e ai mercati.

Flavian Basile, presidente di Ance Benevento, ha evidenziato la necessità di inserire il Sannio nei circuiti economici regionali e nazionali, valorizzando la qualità delle imprese e il patrimonio ambientale e culturale.

La riflessione ha assunto anche una dimensione sociale. L'emigrazione giovanile rischia ormai di trasformarsi in un'emorragia capace di compromettere la tenuta demografica ed economica delle comunità. Persino un territorio dotato di straordinarie risorse può perdere progressivamente vitalità se non offre condizioni adeguate per vivere, lavorare e investire.

Turismo e identità: la necessità di fare sistema

Il confronto ha affrontato anche il ruolo del turismo nella costruzione di una strategia economica territoriale.

Oreste Vigorito, presidente del Comitato promotore della DMO SITUS, ha sottolineato l'importanza di mettere insieme le risorse, riconoscendo e valorizzando le diversità delle singole comunità.

Fare sistema, in questa prospettiva, non significa cancellare le identità locali, ma organizzarle all'interno di un'offerta riconoscibile e competitiva. Una Destination Management Organization può contribuire a superare la frammentazione delle iniziative promozionali, favorendo il coordinamento tra amministrazioni, imprese e associazioni.

Su questo terreno si è inserito l'intervento di Vincenzo Maraio, assessore regionale al Turismo, alla Promozione del Territorio e all'Innovazione Digitale, che ha richiamato la necessità di sostituire gli interventi a pioggia con una programmazione mirata, capace di affrontare le difficoltà croniche delle aree interne.

Il fenomeno dell'overtourism, che interessa alcune delle principali destinazioni costiere campane, può offrire nuove opportunità all'entroterra, favorendo una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici. Per coglierle, tuttavia, occorrono collegamenti efficienti, servizi qualificati e un'offerta fondata sulle peculiarità storiche, ambientali ed enogastronomiche dei luoghi.

Da remoto sono intervenuti anche il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, che ha contribuito al confronto sulle prospettive di valorizzazione dei borghi e delle destinazioni meno conosciute, e il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che ha richiamato l'importanza di investimenti mirati nello sport, nell'inclusione e nelle opportunità destinate alle nuove generazioni.

Dalla ZES alla responsabilità delle istituzioni

Tra le opportunità considerate figura anche la Zona Economica Speciale Unica per il Mezzogiorno, che può favorire nuovi investimenti attraverso agevolazioni e semplificazioni amministrative.

Gli incentivi, tuttavia, non sostituiscono una politica industriale coerente. La loro efficacia dipende dalla disponibilità di infrastrutture, competenze professionali, servizi efficienti e amministrazioni capaci di accompagnare i processi produttivi.

Il Manifesto elaborato dalle due associazioni industriali indica ulteriori direttrici di intervento: innovazione tecnologica, collaborazione tra imprese, valorizzazione delle filiere locali, promozione turistica e nuove opportunità legate al lavoro da remoto.

Particolarmente significativa appare la proposta di un patto di governance territoriale, capace di coinvolgere amministrazioni locali, Province e organizzazioni economiche in una programmazione che superi le tradizionali frammentazioni.

Un coordinamento efficace richiede, però, obiettivi misurabili, responsabilità definite e verifiche periodiche. Diversamente, anche i programmi più ambiziosi rischiano di rimanere dichiarazioni d'intenti.

La sfida di trasformare le opportunità in sviluppo

L'incontro di Faicchio ha avuto il merito di riportare il dibattito sul futuro delle aree interne a una questione fondamentale: le grandi opere producono sviluppo duraturo soltanto quando vengono integrate in una strategia economica e territoriale condivisa.

Il Sannio e la Valle del Volturno dispongono di risorse produttive, ambientali e culturali che possono assumere un ruolo significativo nelle nuove direttrici di collegamento nazionali. La loro collocazione geografica, a lungo considerata un limite, può diventare un vantaggio competitivo, purché gli investimenti siano accompagnati da politiche capaci di valorizzare le economie locali.

L'Alta Velocità Napoli-Bari, il potenziamento della Telesina, le opportunità della ZES e l'organizzazione dell'offerta turistica rappresentano strumenti importanti, ma nessuno di essi può garantire, isolatamente, il superamento dello spopolamento o una crescita stabile dell'occupazione.

Servono una programmazione condivisa, amministrazioni capaci di dialogare, imprese disposte a collaborare e comunità coinvolte nelle decisioni.

In questo senso, il contributo offerto da Confindustria Benevento e Confindustria Caserta supera l'ambito strettamente associativo. Il mondo produttivo ha indicato una prospettiva di collaborazione; spetta ora alle istituzioni, insieme alle rappresentanze economiche e sociali, tradurla in programmi e risultati verificabili.

Rimane, sullo sfondo, la lezione consegnata dalla storia sannita. I tratturi non erano soltanto vie di transumanza, ma percorsi attraverso i quali comunità differenti partecipavano a un medesimo sistema di relazioni.

Oggi le tecnologie consentono collegamenti infinitamente più rapidi, ma la velocità non coincide necessariamente con lo sviluppo.

La vera sfida non consiste soltanto nel permettere a chi vive nel Sannio di raggiungere più facilmente il resto d'Italia, ma soprattutto nel creare le condizioni affinché imprese, investimenti e nuove generazioni trovino buone ragioni per scegliere questi territori e costruirvi il proprio futuro.

È su questa capacità, più che sul numero dei cantieri inaugurati, che si misurerà il successo della nuova stagione infrastrutturale del Mezzogiorno.

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