Campobasso, un pari per crescere: ora serve cambiare passo - Osservatore Sannita su Zona Rossa WebTv

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I rossoblù costruiscono e passano con Corbo, poi la Torres reagisce e trova l’1-1 sull’autorete di Celesia. Cinque risultati utili consecutivi confermano la solidità del percorso, ma per compiere un ulteriore salto di qualità servono maggiore concretezza e più soluzioni sulle fasce

di Domenico Rotondi

Il pareggio contro la Torres non interrompe il cammino del Campobasso, ma ne fotografa con precisione progressi e limiti. L’1-1 maturato ieri pomeriggio al Molinari racconta due fasi distinte: un primo tempo nel quale i rossoblù hanno costruito abbastanza per indirizzare la gara e una ripresa durante la quale i sardi hanno ridotto gli spazi, aumentato la pressione e sottratto ai molisani profondità e fluidità.

Il Campobasso parte meglio. Bifulco, già al 6’, si presenta davanti a Zaccagno, che gli chiude lo specchio; Prado diventa presto il principale riferimento offensivo e sfiora più volte il vantaggio. La squadra guidata da Calabrese, ancora in panchina al posto dello squalificato Mangia, trova la profondità con buona continuità e costringe la difesa avversaria a correre verso la propria porta. Alla qualità delle occasioni create, tuttavia, non corrisponde la necessaria concretezza.

La Torres resta così in partita e, nel finale della prima frazione, guadagna campo. Spurio interviene su Scotto e Zecca, mentre un contatto in area sullo stesso Scotto viene esaminato attraverso il Football Video Support senza che l’arbitro Nigro modifichi la propria decisione. Proprio quando l’inerzia sembra cambiare, il Campobasso colpisce: nel recupero Stoppa batte il calcio d’angolo e Corbo, di testa, supera Zaccagno. Anche la rete viene sottoposta a revisione per un presunto fallo su Kebbeh, ma il vantaggio rossoblù viene confermato.

L’1-0 con cui si chiude il primo tempo premia quanto prodotto dai molisani, senza tuttavia mettere al sicuro il risultato. Dopo l’intervallo la Torres accorcia le distanze tra i reparti, concede meno profondità e costringe progressivamente il Campobasso ad abbassarsi. I rossoblù non scelgono semplicemente di difendere il vantaggio: perdono soprattutto quella capacità di collegare centrocampo e attacco che aveva consentito loro di creare le occasioni migliori.

Al 66’ arriva il pareggio. Mastinu mette dalla sinistra un pallone teso sul quale Celesia interviene in scivolata per anticipare l’avversario, ma finisce per deviarlo nella propria porta. L’autorete contiene inevitabilmente una componente fortuita, ma matura nella fase in cui la pressione della Torres è diventata più insistente.

Calabrese prova a intervenire. Pellitteri rileva Gargiulo, costretto a uscire per problemi fisici; successivamente entrano Leonardi e Carfora, quindi Coccia e Cristallo. Prado ha ancora un’opportunità, mentre nel recupero Fogliata manda a lato di testa sul cross di Leonardi. Le energie nuove, però, non bastano a restituire al Campobasso la brillantezza della prima parte della gara.

È soprattutto su questo aspetto che occorrerà lavorare. Quando Prado può attaccare la profondità e Stoppa trova spazio tra le linee, la squadra riesce a mettere in difficoltà la retroguardia avversaria. Quando quelle traiettorie vengono chiuse, invece, l’azione tende a diventare più leggibile. Servirà allora sviluppare meglio il gioco sulle fasce, sfruttando ampiezza, sovrapposizioni e cambi di fronte per evitare che la costruzione offensiva si concentri eccessivamente nelle zone centrali. Una maggiore varietà consentirebbe non soltanto di rendere meno prevedibile la manovra, ma anche di allargare le difese e liberare spazi per gli inserimenti interni.

La Torres ha avuto il merito di leggere l’evoluzione della gara e di adeguarsi. Il Campobasso non è riuscito a fare altrettanto con la stessa rapidità. Il pareggio rispecchia così l’andamento del confronto: meglio i molisani nella prima frazione, più efficaci i sardi nel modificare gli equilibri dopo l’intervallo. Il rimpianto nasce soprattutto dalle opportunità non sfruttate quando i rossoblù avevano assunto il controllo del gioco e avrebbero potuto costruire un margine più consistente.

Il punto, comunque, non rappresenta una battuta d’arresto. Il Campobasso sale a 12 punti dopo otto giornate e porta a cinque la serie di risultati utili consecutivi. In questo tratto di campionato ha dimostrato di saper soffrire, rimontare e adattarsi a situazioni differenti. Il passo successivo consiste nel far convivere queste qualità nell’arco dei novanta minuti, diventando più concreto nelle fasi favorevoli e più rapido nel trovare alternative quando l’avversario cambia assetto e intensità.

Resta, infine, una nota estranea al giudizio tecnico sulla Torres. Desta amarezza quanto accaduto nel settore riservato agli ospiti, dove sono stati segnalati danneggiamenti ai servizi dello stadio riconducibili a una parte della tifoseria sarda. Si sarebbero inoltre verificati momenti di tensione che hanno richiesto particolare attenzione da parte delle forze dell’ordine. Qualora le relative responsabilità venissero definitivamente accertate, simili comportamenti meriterebbero un netto biasimo: la passione calcistica, per quanto intensa, non può giustificare né il danneggiamento di beni né condotte capaci di compromettere la sicurezza di una manifestazione sportiva. Sarebbe altrettanto scorretto, tuttavia, attribuire le responsabilità di singoli o gruppi all’intera tifoseria ospite.

Il Campobasso esce dunque dal Molinari con un punto e un’indicazione precisa. La squadra possiede qualità sufficienti per mettere in difficoltà gli avversari, ma deve imparare a trasformarle in continuità, concretezza e varietà di soluzioni.

Per crescere non basterà imporre il proprio calcio quando la partita lo consente. Bisognerà saperlo cambiare quando sarà la partita a chiederlo.

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