Campobasso, la forza della reazione. A Caravaggio una vittoria per ritrovare fiducia e serenità - Osservatore Sannita su Zona Rossa WebTv

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I rossoblù ribaltano l'Atalanta Under 23 con le reti di Bifulco e Coccia, ritrovando il successo dopo due sconfitte consecutive. Una risposta di carattere che arriva a quarantotto ore dalle rassicurazioni del presidente Matt Rizzetta sulla continuità societaria e sulla fiducia nel progetto tecnico.

di Domenico Rotondi

Il Campobasso ritrova la vittoria nel momento in cui ne aveva maggiore bisogno. Il successo per 2-1 conquistato sul campo dell'Atalanta Under 23, nell'undicesima giornata del girone B di Serie C, interrompe una serie negativa e restituisce fiducia a una squadra reduce da settimane difficili. Non cancella gli errori del recente passato, ma dimostra che i rossoblù possiedono le risorse tecniche e caratteriali per reagire.

A Caravaggio, la formazione di Devis Mangia ha saputo ribaltare lo svantaggio iniziale grazie alle reti di Bifulco e Coccia, costruendo una vittoria significativa anche per il momento attraversato dall'ambiente molisano. Dopo il pesante 5-1 subito in casa contro il Perugia, serviva una risposta concreta. È arrivata attraverso una prestazione non sempre impeccabile, ma sostenuta dalla determinazione e da una maggiore capacità di gestione dei momenti decisivi.

La partita: due prodezze per ribaltare il risultato

L'avvio è favorevole al Campobasso, che cerca subito di rendersi pericoloso. Bifulco impegna Anelli già al quarto minuto e, al 21', sfiora il vantaggio con un colpo di testa su un traversone di Pierno. La squadra molisana mostra intraprendenza, ma viene sorpresa al 23', quando Diao trova spazio sulla sinistra e serve De Nipoti, abile a superare Spurio.

Il vantaggio dell'Atalanta potrebbe condizionare l'andamento della gara. Il Campobasso, invece, conserva lucidità e continua a cercare il pareggio. Dopo un'occasione non sfruttata da Navarro, arriva l'episodio che modifica gli equilibri dell'incontro: al 36' Bifulco lascia partire una conclusione che termina sotto la traversa, riportando il risultato sull'1-1.

Nella ripresa la partita diventa più combattuta. Al 58' è Coccia a trovare la giocata decisiva: partendo dalla sinistra, si accentra e conclude con un potente tiro mancino dalla distanza, sorprendendo Anelli. È la rete del sorpasso, che premia l'iniziativa personale del giocatore rossoblù.

L'Atalanta cerca di recuperare, ma il Campobasso difende il vantaggio con crescente attenzione. I padroni di casa protestano per alcuni episodi nell'area molisana, sottoposti alla procedura di Football Video Support, senza ottenere l'assegnazione di un calcio di rigore. Al 75' viene espulso per proteste l'allenatore nerazzurro Nicola Beati.

Nel recupero, Spurio interviene su una conclusione di Baldo e contribuisce a conservare il risultato. Il Campobasso può così festeggiare tre punti preziosi, conquistati contro una formazione giovane e tecnicamente attrezzata.


L'analisi tecnica: la qualità dei singoli e la risposta del collettivo

La vittoria offre indicazioni incoraggianti, soprattutto per la capacità della squadra di reagire allo svantaggio senza perdere ordine e convinzione.

Bifulco ha rappresentato un riferimento importante nella manovra offensiva, distinguendosi per intraprendenza e capacità di finalizzazione. Il suo pareggio ha restituito equilibrio alla partita in una fase nella quale l'Atalanta avrebbe potuto sfruttare il vantaggio per assumere il controllo dell'incontro.

Altrettanto significativo il contributo di Coccia, protagonista di una conclusione di notevole qualità tecnica. La sua iniziativa ha dimostrato quanto possano risultare determinanti le soluzioni offensive provenienti dalle corsie laterali, soprattutto quando gli avversari riescono a limitare gli spazi centrali.

La squadra di Mangia ha mostrato una migliore tenuta nei momenti conclusivi, pur concedendo alcune opportunità agli avversari. La gestione delle transizioni difensive, la continuità nella costruzione del gioco e la capacità di mantenere compattezza tra i reparti rimangono aspetti sui quali intervenire.

Sarebbe dunque eccessivo considerare risolti tutti i problemi emersi nelle precedenti giornate. Il Campobasso ha vinto soprattutto perché ha saputo reagire, valorizzare le qualità individuali e difendere il risultato. Per compiere un ulteriore salto di qualità dovrà trasformare questi elementi in caratteristiche costanti del proprio gioco.

Le rassicurazioni di Rizzetta e il valore della stabilità societaria

Il successo assume un significato particolare alla luce della conferenza stampa tenuta giovedì 22 ottobre dal presidente Matt Rizzetta, affiancato dal direttore generale Giuseppe Praticò.

Il massimo dirigente rossoblù ha cercato di chiarire le questioni che avevano alimentato incertezze sul futuro del club. Ha ribadito che il Campobasso non è attualmente in vendita, precisando che non sono pervenute offerte concrete e che eventuali proposte saranno valutate nell'interesse della società.

Rizzetta ha inoltre confermato il proprio impegno economico, espresso piena fiducia nell'allenatore Devis Mangia e annunciato l'intenzione di procedere con due nuovi innesti per fronteggiare le difficoltà determinate dagli infortuni.

Il presidente non ha tuttavia escluso future valutazioni sulla propria posizione, rinviando alla conclusione della stagione le decisioni più importanti. Una distinzione necessaria, perché le rassicurazioni sulla gestione presente non equivalgono a un impegno definitivo sulla futura composizione della proprietà.

L'intervento di Rizzetta ha comunque contribuito a chiarire la posizione della società in una fase particolarmente delicata. La presenza di Praticò, chiamato a svolgere un ruolo di coordinamento dirigenziale, rappresenta un ulteriore elemento sul quale costruire una maggiore continuità organizzativa.

Naturalmente, la credibilità di un progetto sportivo non dipende soltanto dalle dichiarazioni. Sono la regolarità degli impegni, la qualità delle scelte e la coerenza dei comportamenti a consolidare nel tempo la fiducia di una comunità.

Il Campobasso ha bisogno di unità, non di contrapposizioni

La vittoria di Caravaggio può rappresentare un punto di ripartenza anche nei rapporti tra società, squadra e tifoseria.

Il calcio, soprattutto in una realtà profondamente legata alla propria identità territoriale come quella molisana, non può essere ridotto a una successione di risultati. Esprime appartenenza, memoria collettiva e partecipazione civile. Per questo merita un confronto responsabile, nel quale il diritto di critica conviva con il rispetto delle persone e delle rispettive funzioni.

Le difficoltà sportive devono essere affrontate con competenza, senza alimentare polemiche che rischiano di indebolire ulteriormente l'ambiente. Allo stesso tempo, la serenità non può essere invocata come alternativa alla trasparenza: deve nascere da comportamenti coerenti, da una comunicazione chiara e dalla capacità di condividere obiettivi realistici.

La squadra, da parte sua, è chiamata a confermare sul campo i progressi mostrati contro l'Atalanta. Mangia dovrà lavorare sulla continuità delle prestazioni, sulla solidità difensiva e sull'equilibrio complessivo, valorizzando le risorse disponibili e recuperando progressivamente gli uomini assenti.

Il campionato è ancora lungo e lascia spazio a sviluppi differenti. Proprio per questo sarebbe prematuro abbandonarsi all'entusiasmo dopo una vittoria, così come sarebbe stato ingeneroso considerare compromessa la stagione dopo le precedenti sconfitte.

Una vittoria da trasformare in continuità

Il Campobasso torna da Caravaggio con tre punti e una consapevolezza ritrovata: le difficoltà possono essere superate quando la squadra conserva fiducia nelle proprie capacità e dimostra di saper reagire.

Le parole pronunciate da Rizzetta giovedì scorso e il successo ottenuto quarantotto ore dopo rappresentano due segnali positivi, pur appartenendo a piani distinti. Il primo riguarda la stabilità e le prospettive della società; il secondo misura la risposta tecnica e caratteriale della squadra.

Sarà la continuità, su entrambi i fronti, a stabilire se questa giornata potrà segnare una svolta.

Il Campobasso non ha bisogno di promesse trionfalistiche né di polemiche permanenti. Ha bisogno di equilibrio, organizzazione, responsabilità e risultati. Soprattutto, ha bisogno di ritrovare quella fiducia reciproca che costituisce il fondamento di ogni progetto sportivo credibile.

A Caravaggio è arrivata una vittoria importante. Adesso occorre darle un seguito, perché il valore di un successo non si misura soltanto nel risultato, ma anche nella capacità di trasformarlo in un nuovo punto di partenza. 


ATALANTA U23-CAMPOBASSO 1-2

Reti: 23' De Nipoti (A), 36' Bifulco (C), 58' Coccia (C)

Atalanta U23: Anelli, Manzoni (62' Misitano), Guerini, Steffanoni, Ghislandi (C), Diao, Bergonzi (45+1' Bonanomi), Navarro (89' Simonetto), Puljić, De Nipoti (89' Baldo), Mencaraglia (62' Levak). A disposizione: Bertini, Zanchi, Ramaj, Isoa, Bertolini, Rinaldi, Pedretti, Zanaboni. In panchina: Nicola Beati.

Campobasso: Spurio, Celesia, Di Vico, Stoppa (66' Pellitteri), Carfora (54' Oliveira), Bifulco (C), Pierno (54' Cristallo), Coccia, Agazzi (83' Fogliata), Galeandro (83' Leonardi), Corbo. A disposizione: Apsits, Muzi, Blasi, Maisto, Aragona. In panchina: Devis Mangia.

Arbitro: Maria Marotta di Sapri.
Assistenti: Stefano Scarangella di Cassino e Alex Scaldaferro di Vicenza.
Quarto ufficiale: Marco Costa di Busto Arsizio.
Operatore FVS: Ilario Montanelli di Lecco.

Note: recupero 1' e 6'. Espulso Beati (A), ammoniti Celesia (C), Pierno (C), Levak (A)

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