Il Sannio ritrova la sua geografia. Da Benevento a Campobasso, due giorni per una storia comune - Osservatore Sannita su Realtà Sannita
Fortificazioni, paesaggio, guerra e cultura materiale: due appuntamenti riportano l’attenzione su una civiltà che precedette Roma e la cui eredità supera gli attuali confini amministrativi
di Domenico Rotondi
Ci sono occasioni nelle quali l’archeologia cessa di essere soltanto indagine sul passato e diventa una chiave per comprendere il presente. Gli appuntamenti in programma il 18 settembre a Benevento e il 19 settembre a Campobasso appartengono a questa dimensione: due iniziative autonome, promosse in territori oggi appartenenti a regioni diverse, ma unite dall’attenzione verso quella civiltà sannita che occupò una parte considerevole dell’Appennino centro-meridionale.
Non occorre sovrapporre all’antichità categorie contemporanee, né trasformare la ricerca storica in una rivendicazione identitaria. È, al contrario, proprio il rigore degli studi a restituire la complessità di un mondo la cui geografia non coincideva con gli attuali confini amministrativi. In questa prospettiva, Benevento e Campobasso tornano idealmente a dialogare attraverso la storia del Sannio.
Il primo appuntamento si terrà venerdì 18 settembre, alle 17, nella Sala consiliare della Rocca dei Rettori di Benevento. Il convegno I luoghi e le fortificazioni del Sannio antico. Topografia e paesaggio di età pre- e romana, organizzato dall’Associazione Amici dei Musei e dei Beni Culturali del Sannio APS con il patrocinio della Provincia di Benevento, sarà aperto dai saluti del presidente della Provincia, Nino Lombardi, e del presidente dell’associazione, Rito Martignetti.
Interverranno Davide Delfino, direttore del Museo Archeologico di Campobasso, e Michele Carroccia, esperto di topografia antica; modererà Paola Caruso, dottoressa di ricerca in Filologia latina. Delfino affronterà il tema degli insediamenti fortificati nella protostoria europea, soffermandosi sulla monumentalizzazione del paesaggio, sull’arte della guerra e sulle tecniche di studio; Carroccia concentrerà l’attenzione sulla viabilità e sugli insediamenti romani nel Sannio attraverso la Tabula Peutingeriana.
Ne emerge una prospettiva di particolare interesse: il paesaggio non costituisce semplicemente lo scenario della storia, ma una delle fonti attraverso le quali essa può essere ricostruita. Montagne, valichi, fortificazioni e vie di comunicazione permettono di leggere l’organizzazione dello spazio e le relazioni sviluppatesi nel corso dei secoli lungo la dorsale appenninica.
Il giorno successivo il percorso proseguirà idealmente a Campobasso. Sabato 19 settembre, alle 19, al Museo Archeologico Nazionale, il professor Gianluca Tagliamonte, ordinario di Etruscologia e Antichità italiche all’Università del Salento, terrà la conferenza Guerra e armamento nel Sannio preromano, dedicata a un’armatura italica conservata nel museo. L’iniziativa accompagnerà il 145° anniversario della creazione del Museo Provinciale Sannitico, istituito nel 1881, e sarà inserita in un’apertura serale straordinaria del museo.
Anche l’armamento, osservato attraverso gli strumenti della ricerca archeologica, racconta molto più della guerra. Reperti di questo genere consentono di indagare tecniche produttive, gerarchie sociali, scambi culturali e forme di autorappresentazione delle comunità italiche.
La vicinanza dei due incontri assume così un significato particolare. Il 18 settembre Benevento guarderà al paesaggio, alle fortificazioni e alla viabilità; il 19 Campobasso approfondirà la cultura militare del Sannio preromano. Pur nella piena autonomia scientifica e organizzativa delle iniziative, i temi finiscono per comporre parti complementari di un medesimo quadro storico.
Ed è qui che la riflessione supera la cronaca dei due appuntamenti.
La conoscenza del mondo sannita è oggi affidata a musei, università, parchi archeologici, istituzioni culturali e siti distribuiti fra territori amministrativamente separati. La ricerca possiede però una prerogativa preziosa: può ricomporre sul piano della conoscenza ciò che i confini contemporanei distinguono.
Benevento, Sepino, Bojano, Pietrabbondante, Campobasso, insieme con numerosi altri luoghi dell’Appennino, custodiscono testimonianze differenti di una vicenda storica che può essere compresa pienamente soltanto attraverso una visione più ampia, capace di rispettare le specificità senza perdere di vista le connessioni.
Non serve inventare un’identità. Occorre conoscere quella che la storia ci ha consegnato.
È questa la sfida culturale. La riscoperta della civiltà sannita acquista valore quando non si esaurisce nella celebrazione del passato, ma alimenta ricerca, tutela, divulgazione e collaborazione fra istituzioni e territori.
Gli incontri di Benevento e Campobasso indicano, dunque, una direzione: conoscere prima di celebrare, studiare prima di semplificare, collegare ciò che la storia invita a leggere insieme.
Il Sannio antico non appartiene a una sola provincia e non può essere racchiuso entro i confini di una regione contemporanea. La sua storia attraversa l’Appennino e continua a emergere dalle fortificazioni, dai santuari, dalle necropoli, dagli oggetti e dalle antiche vie.
Riconoscere questi legami non significa tornare indietro. Significa comprendere meglio da dove veniamo per restituire profondità culturale ai territori nei quali oggi viviamo.





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