SPEZIA, BASTA MAZZOCCHI. IL CAMPOBASSO CADE AL «PICCO» SENZA PERDERE MISURA - Osservatore Sannita su Zona Rossa WebTv
Un rigore nella ripresa decide l’1-0 per i liguri. La squadra di Turati cresce alla distanza e conquista il primo successo in campionato; quella di Mangia resiste, soffre e, nel recupero, sfiora un pareggio che avrebbe premiato la tenuta dei rossoblù
di Domenico Rotondi
Ci sono partite nelle quali il risultato racconta quasi tutto e altre nelle quali occorre guardare oltre il tabellino. Spezia-Campobasso appartiene alla seconda categoria. Al «Picco» hanno vinto i liguri per 1-0, grazie al rigore trasformato da Simone Mazzocchi al 61’, ma la misura minima del punteggio restituisce soltanto in parte l’andamento di una sfida che lo Spezia ha indirizzato nella ripresa, senza tuttavia riuscire a chiuderla, mentre il Campobasso è rimasto in partita sino all’ultima occasione.
Per il Campobasso, reduce dal 2-0 inflitto alla Pianese nella giornata inaugurale, la trasferta ligure rappresentava un esame più severo. Lo Spezia dispone di qualità, profondità e individualità che ne fanno una delle formazioni più accreditate del girone. Affrontarlo sul suo campo significava misurare non soltanto le capacità tecniche dei rossoblù, ma soprattutto la loro tenuta nel momento in cui l’avversario fosse riuscito ad alzare ritmo e pressione.
Il primo tempo ha consegnato indicazioni confortanti alla squadra molisana. Lo Spezia ha cercato di governare maggiormente il possesso e di sviluppare la manovra sulle corsie, senza però produrre una superiorità tale da alterare l’equilibrio. Il Campobasso ha mantenuto distanze sufficientemente ordinate, ha accettato il confronto fisico e ha provato a sfruttare Stoppa tra le linee, affidandosi in avanti a Bifulco e Prado.
Le occasioni migliori hanno confermato la sostanziale parità della prima frazione. Cardinali ha mancato per poco l’impatto su un traversone di Durmush; sul fronte opposto, un’incertezza della retroguardia spezzina ha consentito a Bifulco di impegnare Micai, senza che Prado riuscisse poi a completare l’azione. Lo 0-0 con cui le squadre sono rientrate negli spogliatoi non è stato, dunque, il prodotto di una partita priva di iniziativa, bensì la conseguenza di un confronto nel quale le due formazioni sono riuscite, per ragioni differenti, a neutralizzarsi.
Dopo l’intervallo, però, gli equilibri sono cambiati. Lo Spezia ha aumentato il ritmo, ha guadagnato metri e ha trovato maggiore continuità sulle fasce. Il Campobasso, costretto progressivamente ad arretrare, ha cominciato a concedere qualcosa in più. Turati ha interpretato quel momento intervenendo dalla panchina: gli ingressi di Oyono, Cazzadori e Limonelli hanno dato nuova energia alla manovra ligure e hanno accentuato la pressione nella metà campo avversaria.
Il vantaggio è maturato proprio nella fase migliore dei padroni di casa. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il colpo di testa di Cazzadori ha trovato il braccio di Isaac Prado. L’arbitro Alessandro Colelli di Ostia Lido ha indicato il dischetto; il successivo ricorso al Football Video Support, richiesto dal Campobasso, non ha determinato la revisione della decisione. Al 61’ Mazzocchi ha battuto Spurio e ha segnato il gol che avrebbe deciso la serata.
Ridurre l’esito al solo calcio di rigore, tuttavia, sarebbe una lettura incompleta. Lo Spezia aveva costruito, nei minuti precedenti, le condizioni necessarie per spostare l’inerzia dalla propria parte e, una volta passato in vantaggio, ha avuto anche le opportunità per raddoppiare. Limonelli ha sprecato una favorevole occasione, mentre nel recupero Fontanarosa non è riuscito a mettere definitivamente al sicuro il risultato.
È proprio qui che emerge il limite principale della prova ligure. Una squadra che ambisce a occupare stabilmente le posizioni di vertice deve imparare a chiudere le gare quando ne possiede il controllo. Lo Spezia ha avuto maggiore forza nella seconda parte dell’incontro, ma non ha trasformato la superiorità territoriale in un margine rassicurante. E quando si lascia in partita un avversario organizzato, il rischio rimane sino all’ultimo pallone.
Il Campobasso lo ha dimostrato al 96’. Una conclusione di Prado, il successivo intervento di Bifulco e il pallone arrivato a Stoppa hanno costruito l’ultima possibilità rossoblù. Il tiro è terminato di poco oltre il secondo palo. Pochi centimetri hanno separato la formazione molisana da un pareggio che sarebbe stato probabilmente generoso rispetto alla maggiore iniziativa spezzina della ripresa, ma non estraneo alla logica di una sfida nella quale gli ospiti non avevano mai smesso di competere.
È questo il dato che Mangia può portare con sé dalla Liguria. Non una consolatoria «vittoria morale», espressione abusata e quasi sempre inutile nel calcio, bensì la verifica della capacità della sua squadra di sostenere un confronto impegnativo senza perdere organizzazione e lucidità. Restano aspetti da correggere: quando la pressione avversaria è aumentata, il Campobasso ha faticato a risalire il campo con continuità e a conservare il pallone abbastanza a lungo da alleggerire il lavoro della propria difesa. Contro avversari di questo livello, la sola resistenza non può bastare.
Allo stesso modo, sarebbe improprio trasformare una sconfitta di misura in un giudizio eccessivamente indulgente. Il salto di qualità passa dalla capacità di convertire la buona organizzazione in punti e di produrre maggiore pericolosità anche nelle fasi in cui è l’avversario a dettare il ritmo. Il Campobasso ha dimostrato di poter rimanere dentro una gara difficile; dovrà ora dimostrare di saperne modificare l’inerzia.
Lo Spezia, invece, raccoglie tre punti importanti e sale a quota quattro dopo due giornate. Il Campobasso resta fermo a tre. Alla fine di agosto la classifica fotografa soltanto l’avvio di un percorso e sarebbe prematuro attribuirle significati definitivi. Più utile è osservare ciò che il campo ha già suggerito: i liguri possiedono struttura e alternative per puntare in alto, mentre i molisani sembrano avere un’identità sufficiente per confrontarsi, senza timori reverenziali, con le formazioni più attrezzate.
Il «Picco», alla fine, ha emesso un verdetto semplice: ha vinto la squadra che, nella ripresa, ha saputo imporre con maggiore continuità il proprio gioco e sfruttare l’occasione decisiva. Il Campobasso torna a casa senza punti, ma senza essere stato ridimensionato. È una distinzione importante, purché non diventi un alibi.
Perché il campionato, molto più delle impressioni di fine agosto, misurerà presto la distanza tra una squadra capace di competere e una squadra capace di vincere.
TABELLINO
SPEZIA-CAMPOBASSO 1-0
Marcatore: 61° [Rig.] Mazzocchi
Note: al 96° espulso il vice allenatore dello Spezia Fernando Spinelli, ammoniti Florenzi (S), Agazzi (C), Gargiulo (C), Capomaggio (S), Cristallo (C) e Fontanarosa (S), angoli 5-3, rec. 3′ e 8′, spettatori 7.793 di cui 277 ospiti
SPEZIA (4-2-3-1): Micai; Cancellieri, Sganzerla, Sapola, Capolupo (54° Oyono); Capomaggio, Bright (74° Joselito); Durmush (54° Cazzadori), Florenzi (54° Limonelli), Cardinali; Mazzocchi (91° Fontanarosa). All. Turati
A disp.: Ciocci, Doretti, Kalaj, Benvenuto, Giorgeschi, Bastoni, Cassano.
CAMPOBASSO (4-3-1-2): Spurio; Capoferri, Celesia, Papini, Cristallo (65° Pellitteri); Pierno (65° Coccia), Agazzi (86° Fogliata), Gargiulo (79° Corbo); Stoppa; Isaac Prado, Bifulco. All. Mangia
A disp.: Apsits, Rizzo, Aragona, Serra, Carfora.
Arbitro: Sig. Alessandro Colelli della Sez. di Ostia Lido



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