Guardia Sanframondi e Castelvenere, un’identità comune nella Terra della Falanghina

 


La presenza dell’associazione “La Wàrdia Bbélla” di Guardia Sanframondi alla Festa del Vino di Castelvenere ha restituito, anche attraverso la bellezza e il valore identitario degli antichi costumi guardiesi, l’immagine di un legame profondo tra due comunità sannite accomunate dalla storia, dalla civiltà rurale e da una secolare vocazione vitivinicola.

Il sodalizio guardiese, da sempre impegnato nella promozione del territorio e nella custodia delle sue tradizioni, ha portato a Castelvenere una testimonianza autentica di quel patrimonio culturale, materiale e immateriale, che appartiene alla memoria collettiva del Sannio. Gli abiti della tradizione non rappresentano, infatti, una semplice rievocazione del passato, ma costituiscono i segni visibili di un’identità che continua a vivere e a essere tramandata. In questo contesto, la partecipazione alla Festa del Vino assume un significato ancora più ampio: nella Terra della Falanghina, la viticoltura non esprime soltanto un’eccellenza produttiva, ma racconta il rapporto secolare tra l’uomo e la terra, il sapere trasmesso attraverso le generazioni e il lavoro quotidiano dei viticoltori, ai quali va riconosciuto il giusto valore per l’impegno con cui custodiscono un patrimonio economico, paesaggistico e culturale di straordinaria rilevanza.

Guardia Sanframondi e Castelvenere ritrovano così, nella cultura del vino e nella tutela delle proprie radici, le ragioni di una prospettiva comune. Salvaguardare il paesaggio, custodire le tradizioni, rafforzare la collaborazione tra le comunità e valorizzare le eccellenze enogastronomiche significa costruire un modello di sviluppo che sappia partire dall’identità senza trasformarla in nostalgia. La Terra della Falanghina dovrà affermarsi sempre più come uno dei luoghi riconoscibili dell’eccellenza vitivinicola italiana, capace di coniugare qualità, cultura, paesaggio ed economia e, soprattutto, di restituire centralità agli uomini e alle donne che, con il proprio lavoro, continuano a custodire le vigne e a dare futuro a questa parte preziosa del Sannio.

Domenico Rotondi

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