Campobasso, buona la prima: Prado firma un esordio che promette - Osservatore Sannita su Zona Rossa WebTv

 


I rossoblù superano 2-0 la Pianese al Molinari. La doppietta dell’attaccante decide una gara nella quale la squadra di Mangia mostra solidità, concretezza e una buona organizzazione. Due traverse e la porta ancora inviolata completano un debutto convincente

di Domenico Rotondi

Buona la prima. Il Campobasso inaugura il proprio cammino in campionato superando per 2-0 la Pianese e consegna alla nuova stagione un esordio che, senza autorizzare giudizi affrettati, offre indicazioni incoraggianti. A decidere la sfida è una doppietta di Isaac Oliveira Prado, ma dietro i due gol dell’attaccante c’è soprattutto la prestazione di una squadra ordinata, concreta e capace di interpretare con lucidità i diversi momenti della gara.

Il risultato fotografa abbastanza fedelmente quanto si è visto al Molinari. Il Campobasso ha costruito di più, ha concluso quindici volte verso la porta avversaria, ha ottenuto otto calci d’angolo e, nella ripresa, ha colpito due traverse nel giro di pochi minuti. La Pianese ha avuto le proprie opportunità, soprattutto con Bellini e Fabrizi, ma le ha sprecate, pagando l’imprecisione negli ultimi metri e trovando, quando è riuscita a rendersi realmente pericolosa, un attento Spurio.

La formazione di Devis Mangia ha mostrato sin dalle prime battute l’intenzione di non limitarsi alla gestione. Il Campobasso ha progressivamente guadagnato campo, cercando di sfruttare la mobilità di Stoppa tra le linee e la presenza offensiva di Bifulco e Prado. La Pianese ha provato a rispondere attraverso una manovra sufficientemente ordinata, senza però riuscire a trasformare con continuità le proprie iniziative in occasioni da gol.

Il vantaggio rossoblù è maturato poco dopo la mezz’ora. L’azione sviluppata sulla destra ha portato Bifulco alla conclusione; Pezzolato ha respinto, ma Prado ha intuito prima di tutti dove sarebbe terminato il pallone e ha ribadito in rete. Un gol da attaccante d’area, costruito sulla rapidità di lettura e sulla capacità di occupare lo spazio nel momento decisivo.

Prima dell’intervallo, tuttavia, la Pianese ha avuto l’occasione per ristabilire l’equilibrio. Ianesi ha trovato Bellini in area e l’attaccante ha impegnato Spurio con una conclusione acrobatica sulla quale il portiere rossoblù è intervenuto con efficacia. È stato il momento più delicato della prima frazione e, probabilmente, anche quello nel quale il Campobasso ha corso il rischio maggiore.

La ripresa ha restituito una squadra ancora più determinata. Nel giro di pochi minuti Stoppa e Prado hanno colpito la traversa, certificando una superiorità che il solo gol di vantaggio non rappresentava compiutamente. Il raddoppio è arrivato poco dopo: Prado si è fatto trovare ancora una volta pronto nell’area avversaria e ha trovato il tocco vincente. La successiva verifica al Football Video Support ha confermato la regolarità della rete.

Due gol differenti nell’esecuzione, accomunati dalla stessa qualità: la capacità di Prado di leggere l’azione con una frazione di secondo d’anticipo. Per un attaccante non è un dettaglio. È spesso la linea che separa una presenza offensiva ordinaria dalla capacità di incidere realmente sull’esito di una partita.

Sul 2-0 il Campobasso ha avuto un altro merito: non ha smarrito l’equilibrio. La Pianese ha cercato di riaprire la gara e nella parte conclusiva ha costruito alcune situazioni favorevoli. Bellini non è riuscito a indirizzare il proprio colpo di testa, mentre Fabrizi ha avuto più di un’opportunità per ridurre le distanze, trovando prima la risposta di Spurio e mancando successivamente la porta da posizione favorevole. Errori che hanno confermato l’imprecisione degli ospiti, senza tuttavia cancellare i meriti di una retroguardia molisana rimasta compatta anche quando la pressione avversaria è aumentata.

Proprio la tenuta difensiva costituisce una delle indicazioni più significative dell’esordio. Il Campobasso ha concesso alcune occasioni, come inevitabilmente può accadere in una fase della stagione nella quale condizione atletica e automatismi devono ancora raggiungere la piena maturazione, ma non ha mai dato la sensazione di perdere la propria organizzazione. La porta nuovamente inviolata, dopo il precedente impegno ufficiale di Coppa Italia, non rappresenta soltanto un dato statistico: segnala l’esistenza di un equilibrio sul quale Mangia potrà continuare a costruire.

Sarebbe naturalmente prematuro attribuire a novanta minuti di campionato significati che soltanto il trascorrere delle giornate potrà confermare. Il calcio d’agosto richiede prudenza nei giudizi, tanto dopo una sconfitta quanto dopo una vittoria. Il Campobasso, però, ha mostrato caratteristiche che meritano attenzione: ha saputo produrre occasioni, colpire nei momenti decisivi e amministrare il vantaggio senza rinunciare alla possibilità di ampliarlo.

Resta ancora margine per migliorare. La circolazione del pallone potrà diventare più rapida e continua; in alcuni momenti servirà maggiore qualità nel fraseggio, soprattutto a centrocampo, per evitare che lo sviluppo offensivo dipenda eccessivamente dalle accelerazioni dei singoli. Sono aspetti sui quali il lavoro quotidiano potrà incidere. La base, tuttavia, appare interessante: Mangia sembra voler costruire una squadra capace di coniugare disciplina tattica, verticalità e qualità negli ultimi metri.

C’è poi il Molinari. Quasi 4.700 spettatori hanno accompagnato l’esordio casalingo dei rossoblù, restituendo l’immagine di una città che continua a riconoscersi nella propria squadra. In Serie C, dove il rapporto fra calcio, territorio e appartenenza conserva una dimensione particolare, anche questo può diventare un fattore. Non determina da solo i risultati, ma contribuisce a costruire quell’ambiente nel quale una stagione può acquistare progressivamente identità.

Le prossime partite offriranno verifiche più severe e consentiranno di comprendere quale possa essere l’effettiva dimensione del nuovo Campobasso. Nessuna sentenza, dunque, e nessuna previsione dopo la prima giornata. Soltanto una constatazione: la squadra di Mangia ha cominciato nel modo giusto.

La prima fotografia del campionato è nitida. Il Campobasso ha mostrato ordine, concretezza e lucidità; la Pianese ha pagato gli errori commessi nelle due aree di rigore. Prado ha apposto la firma sul risultato, Spurio ha protetto la porta nei momenti necessari e il collettivo ha costruito le condizioni perché la vittoria maturasse con merito.

Il campionato è appena cominciato e la strada resta inevitabilmente lunga. Ma per percorrerla occorre partire. Il Campobasso lo ha fatto con tre punti, due gol, due traverse e nessuna rete subita.

Buona la prima. Il resto, come sempre, dovrà dirlo il campo. 


CAMPOBASSO (4-3-1-2): Spurio; Cristallo (42’st Corbo), Papini, Celesia, Capoferri; Pierno, Agazzi (34’ st Serra), Gargiulo; Stoppa; Prado (34’st Magnaghi), Bifulco (42’ st Fogliata). Panchina: Rizzo, Apsits, Lanza, Mancini, Lombari, Pellitteri, Parisi, Aragona. Allenatore Mangia. 


PIANESE (3-4-2-1) Pezzolato; Masetti, Pintus (15’st Gorelli), Chesti; Vigiani (39’ st Negri), Casalino, Colombo, Morelli (15’ st Testa); Tirelli (26’ st Peli), Ianesi (26’ st Fabrizi); Bellini. Panchina: Astaldi, Zambuto, Peli, Ercolani, Xhani, Bigiarini, Corti. Allenatore Zanchetta.  


Arbitro Aldi di Lanciano (Martinelli – Giordano). Reti: 31’pt e 10’st Prado. Ammoniti: Prado, Colombo.

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