Nicola Mastronardi e il Premio Samnium: quando la memoria dei Sanniti diventa patrimonio dell'Italia

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Non è soltanto la vittoria di uno scrittore. Il doppio riconoscimento assegnato a Nicola Mastronardi nel corso della VI edizione del Premio Letterario Internazionale Samnium restituisce centralità a una stagione della narrativa storica italiana che ha scelto di raccontare le radici più profonde dell'identità nazionale. Con Viteliú. Il nome della libertà, l'autore agnonese ha conquistato il primo posto nella sezione Narrativa Edita e il titolo di Vincitore Assoluto dell'intera manifestazione, conseguendo un risultato che va ben oltre il successo editoriale e assume il valore di un importante riconoscimento culturale.

Promosso dall'associazione ANAGTIA A.P.S., con il patrocinio della Provincia di Benevento e del Comune di Sant'Agata de' Goti, il Premio Samnium si è progressivamente affermato tra le più autorevoli rassegne dedicate alla letteratura contemporanea. Articolato in sette sezioni riservate alla narrativa, alla poesia e alla saggistica, individua ogni anno un unico Vincitore Assoluto tra tutte le opere premiate. Questa impostazione conferisce al successo di Mastronardi un rilievo che supera i confini della singola categoria e ne rafforza il significato nel panorama culturale nazionale.

Di particolare rilievo è anche la motivazione della giuria, che ha riconosciuto all'opera «la straordinaria capacità di fondere il rigore della ricerca storica con il respiro epico della grande narrativa», sottolineando come il romanzo riesca a sottrarre all'oblio la memoria dei popoli italici per consegnarla al presente attraverso un messaggio di pace, libertà e comunione umana. Non si tratta di una formula celebrativa, bensì della sintesi più efficace del valore culturale dell'opera, capace di trasformare la ricostruzione storica in una riflessione civile sul significato della memoria e dell'identità.

È questo il tratto distintivo dell'intera produzione di Nicola Mastronardi. Giornalista, sceneggiatore televisivo e scrittore, egli ha dedicato gran parte della propria attività allo studio della civiltà italica, della transumanza, dei tratturi e del patrimonio storico dell'Appennino sannitico. Il suo lavoro si colloca lungo il sottile confine tra ricerca scientifica e narrazione, riuscendo a coniugare il rigore documentario con la forza evocativa del romanzo storico.

Viteliú. Il nome della libertà rappresenta la sintesi più matura di questo percorso culturale. Il titolo richiama l'antica denominazione osca dell'Italia, attestata dalle celebri emissioni monetali della Guerra Sociale e confermata da numerose testimonianze epigrafiche. Le ricerche archeologiche, linguistiche ed epigrafiche degli ultimi decenni hanno contribuito a restituire piena centralità storica al termine Viteliú, riconoscendolo come una delle più antiche espressioni dell'identità dei popoli italici. Le iscrizioni osche, la Tabula Osca di Agnone e le monete coniate durante la Guerra Sociale costituiscono oggi riferimenti fondamentali per comprendere la formazione della coscienza italica ben prima della nascita dello Stato unitario.

Il merito del romanzo consiste nell'avere saputo dialogare con questo patrimonio scientifico senza rinunciare alla forza della narrazione. La vicenda dei Sanniti e degli altri popoli italici non viene proposta come esercizio nostalgico né come rivendicazione identitaria. Diventa, piuttosto, un'occasione per riflettere sul significato della libertà, sul valore delle comunità e sulla responsabilità che ogni generazione assume nei confronti della propria memoria.

Anche per questa ragione il Premio Samnium supera la dimensione del semplice riconoscimento letterario. In un tempo nel quale le aree interne vengono descritte prevalentemente attraverso le categorie dello spopolamento e della marginalità, iniziative culturali di questo livello dimostrano che tali territori possono diventare luoghi di ricerca, di produzione culturale e di confronto nazionale. Sant'Agata de' Goti, il Sannio beneventano, il Molise e l'intero Appennino storico ritrovano così, attraverso la letteratura, una comune appartenenza che affonda le proprie radici nella civiltà italica.

La forza di Viteliú risiede nella capacità di parlare contemporaneamente alla storia e al presente. Le pagine del romanzo non si limitano a ricostruire un passato remoto, ma interrogano il lettore sul significato dell'identità, della libertà e della convivenza civile. È questa la prerogativa delle opere destinate a durare: offrire nuove chiavi di lettura della realtà attraverso la conoscenza del passato.

Il riconoscimento conferito a Nicola Mastronardi non rappresenta, dunque, soltanto il successo di un autore. Esso testimonia la maturazione di una stagione culturale nella quale il patrimonio storico dell'antico Sannio torna a occupare il posto che gli compete nella memoria nazionale. Quando la ricerca storica incontra la qualità della scrittura e la letteratura riesce a trasformare la conoscenza in coscienza civile, il premio assegnato a un libro diventa patrimonio di un'intera comunità. È questo, probabilmente, il significato più autentico del Premio Letterario Internazionale Samnium 2026.


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