Invecchiamento e Aree Interne, da Sepino una riflessione strategica sul futuro dei territori - Osservatore Sannita su Zona Rossa WebTv
Ci sono territori che custodiscono, più di altri, il senso profondo della coesione sociale italiana. Le Aree Interne, spesso lontane dalle grandi direttrici dello sviluppo economico e infrastrutturale, rappresentano ancora oggi un presidio di identità, cultura e comunità. Eppure proprio queste realtà stanno attraversando una trasformazione sempre più evidente: la popolazione invecchia, i giovani emigrano, i servizi essenziali si riducono e le fragilità sociali aumentano progressivamente.
In questo scenario assume un valore particolarmente significativo l’iniziativa promossa dai CRU Unipol Molise, in programma lunedì 18 maggio presso il MAT – Museo del Matese di Sepino, dedicata al tema “Invecchiamento e Aree Interne: sfide e prospettive”. L’appuntamento, inserito nel calendario nazionale del Festival dello Sviluppo Sostenibile, si propone come un momento di confronto autorevole sui temi del welfare, dei servizi e della qualità della vita nei territori marginali.
L’evento, patrocinato dal Comune di Sepino e dal Comune di Campobasso, nasce dalla collaborazione con l’Università degli Studi del Molise, il Centro ArIA e SVIMEZ, confermando la volontà di affrontare il tema attraverso un approccio multidisciplinare, capace di coniugare analisi scientifica, visione istituzionale e progettualità sociale.
Dopo la registrazione dei partecipanti, prevista alle ore 16.45, i saluti istituzionali saranno affidati al sindaco di Sepino, Paolo Pasquale D’Anello, e alla presidente CRU Molise, Chiara Iosue. L’introduzione sarà curata da Luca Giordano, responsabile Corporate Social Responsibility del Gruppo Unipol, mentre il coordinamento dei lavori sarà affidato alla giornalista e conduttrice RAI Chiara Giallonardo.
Particolarmente qualificata si presenta la sessione di discussione, alla quale prenderanno parte la sindaca di Campobasso e vicepresidente nazionale ANCI, Marialuisa Forte; Caterina Tremante, Head of Business Retail and SME UniSalute; la professoressa Cecilia Tomassini, ordinaria di Demografia presso l’Università degli Studi del Molise; Luca Bianchi, direttore generale SVIMEZ; la professoressa Luisa Corazza, ordinaria di Diritto del lavoro presso l’Università degli Studi del Molise; e Rossella Muroni, coordinatrice Goal 11 ASviS e presidente di Nuove Ri-Generazioni.
Il tema dell’invecchiamento, infatti, non riguarda più soltanto l’evoluzione demografica del Paese. Nelle Aree Interne esso investe direttamente il modello di sviluppo, la tenuta dei servizi pubblici, il diritto alla salute, la mobilità, la permanenza delle famiglie e la possibilità stessa di garantire continuità sociale alle comunità locali. Quando un territorio perde popolazione attiva e vede ridursi progressivamente scuole, presidi sanitari e infrastrutture sociali, il rischio non rimane soltanto economico, ma diventa anche civile e culturale.
Sepino, con il suo patrimonio storico e identitario, appare dunque il luogo ideale per ospitare una riflessione di questa portata. Nel cuore del Molise emerge ancora una volta la necessità di costruire politiche pubbliche capaci di superare la logica emergenziale e di restituire centralità ai territori appenninici. Le Aree Interne non chiedono assistenzialismo, ma strumenti concreti per continuare a vivere, produrre e custodire comunità.
In questo quadro il welfare territoriale assume una funzione strategica. Servono modelli più equi, integrati e sostenibili, capaci di rafforzare la prossimità dei servizi e di valorizzare il ruolo delle reti sociali locali. Diventa quindi necessario ripensare il rapporto tra istituzioni, università, terzo settore e imprese, affinché l’invecchiamento non venga considerato soltanto un dato statistico, ma una questione che riguarda dignità, diritti e qualità della vita.
L’iniziativa di Sepino assume così un significato che supera i confini regionali. In un’Italia attraversata da profonde disuguaglianze territoriali, discutere seriamente del futuro delle Aree Interne significa interrogarsi sul modello di sviluppo nazionale e sulla capacità dello Stato di garantire equilibrio, coesione e cittadinanza sostanziale.
E forse proprio da luoghi come Sepino potrà ancora partire una riflessione autentica sul futuro dell’Italia più fragile, ma anche più vera.
#domenicorotondi



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