Turismo, il Molise e la prova della credibilità amministrativa - Osservatore Sannita su Zona Rossa WebTv
La nota diffusa da Angelo Primiani riporta al centro del dibattito una questione che non può più essere elusa: la capacità del sistema pubblico di trasformare programmazione e risorse in risultati effettivi per il turismo molisano. Al di là del confronto politico, emerge un dato che merita attenzione: la difficoltà di assicurare continuità amministrativa, tempi certi e procedure lineari.
In questo contesto, la vicenda del bando per il sostegno agli enti di promozione culturale e turistica assume un valore esemplare. Secondo quanto segnalato, la procedura avrebbe registrato criticità tali da determinare rallentamenti e contenziosi, con effetti diretti sulla concreta operatività delle misure previste. Ne deriva un’incertezza che incide su operatori e associazioni, chiamati a programmare le proprie attività in assenza di riferimenti stabili.
Il punto, tuttavia, non si esaurisce in una singola misura. In un settore che vive di programmazione e coordinamento, anche un ritardo amministrativo può produrre effetti che superano il piano tecnico e investono la tenuta complessiva della strategia pubblica. Per questa ragione, la questione sollevata non riguarda soltanto il merito delle scelte, ma la qualità del metodo.
Analoga esigenza di chiarezza riguarda il sistema delle Pro Loco, presidio essenziale soprattutto nelle aree interne. Il ritardo nell’attuazione degli strumenti previsti dalla normativa regionale e la mancanza di aggiornamenti operativi contribuiscono a delineare un quadro che richiede maggiore coerenza gestionale. In territori come il Molise, la dimensione locale non rappresenta un elemento accessorio, ma uno snodo decisivo della politica turistica.
Il nodo, dunque, è più ampio e investe la qualità della governance. Il turismo non si alimenta di enunciazioni, ma di procedure affidabili, coordinamento istituzionale e capacità di spesa. Quando questi elementi risultano disallineati, la conseguenza è una perdita di efficacia che si riflette sulla credibilità dell’azione pubblica e sulla fiducia degli operatori.
A questo scenario si affianca la preoccupazione espressa da ambienti culturali per il perdurare della chiusura del sito archeologico di Pietrabbondante e del Museo Archeologico Nazionale di Campobasso. Si tratta di riferimenti centrali per l’identità storica del territorio e per la sua proiezione nel turismo culturale. Nel caso del museo, il superamento della storica denominazione “sannitico” ha rappresentato di per sé un passaggio simbolico negativo; la chiusura prolungata ne rende oggi ancora più evidenti le criticità.
Il turismo, del resto, non si costruisce soltanto attraverso bandi e finanziamenti. Dipende dalla tenuta complessiva del sistema, dalla continuità dei servizi e dalla piena accessibilità dei luoghi che ne costituiscono l’identità. Quando uno di questi elementi si indebolisce, l’intera proposta territoriale perde forza.
Il punto, allora, non è soltanto rilevare difficoltà e ritardi, ma definire una traiettoria credibile. Il Molise dispone di risorse ambientali e culturali di primo piano; ciò che appare necessario è una guida amministrativa capace di assicurare rigore, tempestività e visione. È su questo terreno che si misura la credibilità delle istituzioni e la possibilità di trasformare il potenziale in sviluppo reale.
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