Il Campobasso della maturità: organizzazione, disciplina e un colpo che vale la storia - Osservatore Sannita su Zona Rossa WebTv

 


Al Renato Curi, contro il Perugia Calcio, il Campobasso FC ha conquistato una vittoria che è andata oltre il dato numerico e ha segnato un passaggio di maturità pienamente compiuto. Lo 0-1 finale ha consegnato ai molisani il quarto posto e l’accesso ai play-off dai sedicesimi, certificando al tempo stesso la solidità mentale e l’impianto tattico di una squadra ormai adulta.

La gara si è sviluppata su binari tattici chiari fin dalle prime battute. Il Campobasso si è confermato squadra ostica e organizzata, compatta in fase difensiva e capace di proporsi con continuità grazie al lavoro delle mezze ali, Gala e Gargiulo, determinanti anche nello sviluppo offensivo. Il Perugia ha provato a imporre il proprio gioco, ma ha trovato inizialmente pochi sbocchi, rimanendo confinato in una manovra ordinata ma poco incisiva.

Superata la mezz’ora, è arrivato il primo correttivo dalla panchina umbra: Bacchin si è accentrato alle spalle delle punte, Ladinetti ha arretrato il raggio d’azione e Megelaitis si è allargato a sinistra. Un riassetto volto a dare fluidità alla manovra, che tuttavia non ha prodotto effetti immediati. È stato invece il Campobasso a colpire al 33’: cross dalla destra, inserimento puntuale di Gargiulo su una linea difensiva disallineata; il colpo di testa ha superato Gemello senza appello.

Il Perugia ha avuto l’occasione per reagire subito, ma Nepi non ha inquadrato la porta da posizione favorevole. Nel recupero, Tozzuolo ha tentato la conclusione senza trovare precisione. Già nel primo tempo si è delineato il limite principale della squadra umbra: capacità di produrre volume senza trasformarlo in qualità negli ultimi metri.

Dagli spogliatoi è emerso un Perugia diverso per uomini e struttura. L’ingresso di Canotto e Bolsius ha ridisegnato l’assetto in un 4-2-3-1 più offensivo. Proprio i nuovi entrati hanno costruito la prima grande occasione della ripresa: cross di Canotto, mancato impatto di Montevago e conclusione alta di Bolsius. Il Perugia ha quindi alzato stabilmente il baricentro, occupando con continuità la metà campo avversaria.

Il Campobasso ha accettato la pressione e ha trasformato la fase difensiva in un esercizio di ordine e disciplina. Le linee sono rimaste corte, le scalate puntuali, la protezione dell’area costante. Il Perugia ha continuato a spingere — con Montevago dal limite e, successivamente, con l’ingresso di Verre per aumentare qualità e imprevedibilità — ma non ha trovato la scelta corretta negli ultimi sedici metri.

La partita si è così definita nella contrapposizione tra volume e controllo. Il Perugia ha prodotto e ha occupato gli spazi; il Campobasso ha governato i momenti, ha difeso con lucidità e ha capitalizzato l’episodio favorevole. Anche gli interventi arbitrali, inclusa la revisione per un possibile calcio di rigore, non hanno alterato l’equilibrio sostanziale.

Nel finale, la pressione umbra si è fatta continua ma disordinata. Il Campobasso ha mantenuto compattezza e concentrazione, respingendo gli ultimi tentativi senza smarrire le distanze. Il triplice fischio ha sancito una vittoria costruita su un’idea precisa: ridurre gli spazi, colpire al momento opportuno, difendere con rigore.

Per il Perugia, la sconfitta ha interrotto la striscia positiva e ha rinviato il discorso salvezza all’ultima giornata, in una condizione di pressione che la squadra umbra avrebbe preferito evitare. Per il Campobasso, invece, il successo ha rappresentato la sintesi di un percorso coerente: organizzazione, adattamento e gestione delle fasi hanno trovato piena traduzione in classifica.

In una stagione segnata dall’equilibrio, il Campobasso ha dimostrato di saper vincere anche le partite più complesse, quelle in cui la qualità si misura meno nel palleggio e più nella tenuta. È il segnale più rilevante in vista dei play-off: la maturità, a questo punto del campionato, non è un dettaglio, ma una condizione necessaria per continuare a credere in un traguardo che ora ha assunto contorni concreti.


#domenicorotondi 


PERUGIA 0 – CAMPOBASSO 1

PERUGIA (3-4-1-2): Gemello; Tozzuoli, Angella (1’st Canotto), Stramaccioni (9’pt Riccardi); Calapai, Megelaitis, Tumbarello (42’st Terrnava), Bacchin; Ladinetti (24’st Verre); Nepi

(1’st Bolsius), Montevago. A disposizione: Moro, Strappini, Esculino, Joselito, Bartolomei, Terrnava, Polizzi, Nwanege. Allenatore: Tedesco

CAMPOBASSO (3-5-2): Tantalocchi; Celesia, Lancini, Salines; Cristallo (22’st Pierno), Gala (40’st Serra), Agazzi (22’st Brunet), Gargiulo, Martina (1’st Olivieri); Magnaghi (30’st Lombari), Bifulco. A disposizione: Rizzo, Forte, Cerretelli, Di Livio, Parisi. Allenatore: Zauri

Arbitro: Diop di Treviglio (Gheorghe Mititelu

di Torino e Simone Mino di La Spezia).

Marcatori: 34’pt Gargiulo

Note: ammoniti Gargiulo, Bacchin, Agazzi, Tumbarello, Salines.

Spettatori: oltre 500 tifosi da Campobasso 

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