Il tempo della pazienza, il peso dei dettagli: il Campobasso colpisce nel finale e consolida la propria corsa
Ci sono partite che si lasciano leggere attraverso il risultato e altre che richiedono uno sguardo più attento, capace di cogliere il filo sottile che tiene insieme episodi, tensioni e prospettive. Campobasso–Forlì appartiene a questa seconda categoria: una gara rimasta a lungo sospesa sull’equilibrio e decisa soltanto nei minuti di recupero, quando il calcio smette di essere calcolo e diventa, inevitabilmente, destino.
Alla vigilia, gli obiettivi delle due squadre apparivano chiari e divergenti. Il Campobasso si presentava con la consapevolezza di aver consolidato il proprio posizionamento in zona playoff e di poter rivolgere lo sguardo al quarto posto, snodo decisivo per l’ingresso diretto nella fase nazionale. Il Forlì, al contrario, portava con sé il peso della lotta per la salvezza, forte di un margine ancora rassicurante sulla zona calda, ma reduce da due pareggi interni che avevano lasciato la sensazione di un’occasione non pienamente sfruttata.
L’avvio ha confermato, sul piano dell’intensità, le urgenze della formazione ospite. Il Forlì ha aggredito subito, costruendo nei primi minuti due occasioni significative con Selvini e Franzolini, alle quali ha risposto con prontezza Tantalocchi, chiamato a presidiare la porta rossoblù con lucidità e riflessi. Ancora al 14’, con Trombetta, gli ospiti sono andati vicini al vantaggio, senza trovare la precisione necessaria per indirizzare l’incontro. Il Campobasso, invece, ha faticato a trovare ritmo e geometrie, restando a lungo privo di reali occasioni. Il primo tempo si è chiuso sullo 0-0, dentro un equilibrio sostanziale che ha retto anche nei passaggi più delicati, senza modificare in modo significativo l’inerzia della gara.
La ripresa ha riproposto lo stesso spartito: una partita dura, combattuta, in cui il Forlì ha continuato a interpretare con personalità il proprio ruolo, mentre il Campobasso ha progressivamente alzato il baricentro, cercando con maggiore continuità gli ultimi metri, pur senza trovare sbocchi immediati. È in questo passaggio che emerge il principale margine di crescita della formazione molisana, chiamata a migliorare la qualità del fraseggio nella zona decisiva del campo e a velocizzare la manovra offensiva, così da rendere più incisiva la propria proposta di gioco.
Quando la gara sembrava avviata verso un pareggio coerente con quanto espresso in campo, il Campobasso ha trovato le risorse necessarie per cambiare il corso degli eventi. Al 92’, sugli sviluppi di un’azione costruita con pazienza, Lancini — su assist di Padula — ha trovato la deviazione vincente, spezzando l’equilibrio. Pochi minuti più tardi, al 97’, Sarr ha chiuso definitivamente i conti in contropiede, trasformando una vittoria sofferta in un risultato più ampio di quanto la partita avesse a lungo suggerito.
Nel mezzo si è inserita anche l’espulsione di Salines, episodio che, pur incidendo sul piano disciplinare, non ha alterato l’andamento sostanziale del confronto. Il 2-0 conclusivo appare, a ben vedere, una sintesi solo in parte rappresentativa ma comunque significativa: non restituisce pienamente l’equilibrio e la qualità della prova del Forlì, capace di tenere il campo con ordine e personalità, ma premia la tenacia del Campobasso, la sua capacità di restare dentro la partita fino all’ultimo istante e di trasformare poche occasioni in un risultato pieno.
È in questa attitudine che si riconosce la maturità di una squadra che, nel corso della stagione, ha costruito con pazienza il proprio equilibrio. La vittoria — la quarta nelle ultime cinque gare, nel solco di un periodo decisamente positivo inaugurato anche dal successo di San Benedetto — rafforza la corsa ai playoff e mantiene vivo l’obiettivo del quarto posto. Il Campobasso ha imparato a vincere anche quando non domina. E, nel lungo cammino che conduce alla fase decisiva della stagione, questa si conferma la qualità più preziosa.
#domenicorotondi
CAMPOBASSO Vs FORLI' 2-0
CAMPOBASSO (3-5-2): Tantalocchi; Salines, Lancini, Papini; Pierno, Serra, Gargiulo, Gala, Olivieri; Bifulco, Magnaghi. A disposizione: Rizzo, Fonte, Celesia, Brunet, Sarr, Cristallo, Lombari, Di Livio, Parisi, Antenucci, Padula. Allenatore: Luciano Zauri.
FORLÌ (4-4-2): Martelli; Manetti, Onofri, Elia, Cavallini; Coveri, De Risio, Franzolini, Farinelli; Selvini, Trombetta. A disposizione: Calvani, Tagliaferri, Ripani, Menarini, Greco, Spinelli, Giovannini, Gheza, Zagrè, Rossi, Ilari, Macrì, Mandrelli. Allenatore: Filippo Ceglia.
Arbitro: Giorgio Bozzetto di Bergamo. Assistenti: Daljit Singh di Macerata e Gregorio Maria Galieni di Ascoli Piceno. Quarto ufficiale: Carlo Esposito di apoli. Operatore FVS: Alessandro Marchese di Napoli.



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