Documento dell'associazione culturale Togo Bozzi - Guardia Sanframondi, un richiamo ai futuri amministratori: continuità, responsabilità, scelte non più rinviabili
L’Associazione culturale Togo Bozzi, fondata a Guardia Sanframondi il 5 ottobre 2011 e attiva in tutti i Comuni del Sannio storico, rivolge un chiaro richiamo a quanti si candideranno a guidare la comunità nel prossimo quinquennio amministrativo.
Non si riparte da zero. Si riparte da un lavoro già compiuto, spesso in condizioni difficili, che non può essere disperso né ridimensionato per convenienza politica. Gli amministratori attualmente in carica hanno dovuto, anzitutto, rimettere ordine nei conti dell’ente, affrontando una pesante eredità debitoria maturata nel decennio 2010-2020, la quale ha inciso profondamente sulla capacità operativa del Comune.
In questo quadro, riteniamo doveroso riconoscere che l’amministrazione abbia ricostruito condizioni minime di funzionalità istituzionale e abbia contribuito a riattivare il tessuto civico, favorendo iniziative e momenti di confronto promossi dalle realtà associative. A fronte di debiti fuori bilancio pari a circa cinquecentomila euro e delle risorse infruttuosamente impegnate in passato per iniziative prive di esiti concreti, sono state affrontate e risolte criticità che, per anni, erano rimaste insolute.
I fatti sono noti e non possono essere ignorati: il recupero dell’impianto sportivo “San Filippo Neri”, la riattivazione dell’ufficio postale di Piazza Municipio, la sistemazione della Strettola della Portella, la prosecuzione della Parallela, l’avvio degli interventi sulle infrastrutture fognarie e idrauliche, la messa in sicurezza dei servizi energetici, il recupero di somme dovute da soggetti privati, gli investimenti nell’edilizia scolastica.
A tali risultati si aggiungono segnali concreti sul piano dei servizi: l’imminente apertura del poliambulatorio di prossimità, che pone rimedio a una carenza inaccettabile protrattasi per anni, e il rafforzamento della presenza dello Stato, attraverso il consolidamento dell’ufficio del giudice di pace e l’attivazione dell’ufficio di prossimità per il comprensorio matesino.
Tutto ciò, tuttavia, non è sufficiente. Il prossimo ciclo amministrativo dovrà misurarsi con scelte che non ammettono ulteriori rinvii.
La prima riguarda la presenza di Guardia Sanframondi nel Parco Nazionale del Matese: non una questione marginale, ma una decisione strategica che incide sull’identità e sulle prospettive di sviluppo del territorio.
La seconda concerne la realizzazione della Stazione ferroviaria della Falanghina. Senza una governance condivisa tra Solopaca, Castelvenere, Guardia Sanframondi e San Lorenzo Maggiore, questa prospettiva resterà un enunciato privo di effetti concreti.
La terza attiene al completamento della bretella superstradale San Salvatore Telesino-Cerreto Sannita-Guardia Sanframondi-Pontelandolfo: un’opera rispetto alla quale non sono più tollerabili inerzie, frammentazioni o ambiguità.
Il nostro richiamo è netto. A chi si candiderà chiediamo sobrietà, competenza e responsabilità. Non servono promesse generiche né operazioni di facciata. Occorre, invece, la capacità di consolidare quanto è stato ricostruito e di assumere decisioni chiare sui nodi strategici del territorio.
Guardia Sanframondi non ha bisogno di nuove illusioni. Ha bisogno di amministratori che sappiano distinguere tra ciò che è utile e ciò che è superfluo, tra ciò che costruisce e ciò che divide.
È su questa linea che si misurerà, senza alibi, la qualità della prossima stagione amministrativa.
Guardia Sanframondi, 30 marzo 2026.
Domenico Rotondi - Associazione culturale Togo Bozzi



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