Turismo cooperativo, il Molise e l’economia della qualità

 

Sala Conferenze - Confcooperative, Campobasso 


C’è un modo diverso di pensare lo sviluppo dei territori, soprattutto di quelli periferici e appenninici, senza ridurli a prodotti da consumo rapido. È il modello della cooperazione, della messa in rete delle competenze, della valorizzazione condivisa delle identità locali. Su questa impostazione il Molise ha costruito il progetto di Turismo Cooperativo, presentato lo scorso 6 gennaio a Campobasso e destinato a essere portato, dal 10 al 12 febbraio, alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano 2026.

Non si è trattato di una semplice operazione promozionale. La scelta di lavorare insieme, superando un ancestrale individualismo – per decenni fattore di freno allo sviluppo e alla costruzione di autentiche economie di scala territoriali – ha indicato una visione precisa: promuovere e valorizzare il territorio molisano attraverso un moltiplicatore cooperativo, capace di rendere competitiva la qualità della vita che caratterizza le aree appenniniche e, in modo peculiare, il Molise. Un cambio di paradigma che guarda a un’economia attenta alle persone, alle comunità e alla sostenibilità di lungo periodo, oltre la logica frammentata e puramente contabile dei numeri.

In questo quadro, il turismo viene assunto come leva economica e culturale insieme: non un settore isolato, ma un’infrastruttura trasversale in grado di connettere agricoltura, servizi, patrimonio ambientale e capitale umano. La scelta è netta: non competere sui grandi flussi, ma sulla qualità dell’offerta, sulla stabilità delle relazioni economiche, sulla coerenza tra produzione, paesaggio e benessere civile. È qui che il turismo diventa anche misura di un benessere condiviso, alternativa credibile a una quotidianità sempre più segnata dalla corsa frenetica fine a se stessa.

A illustrare il progetto è stato, ieri pomeriggio, il presidente di Confcooperative Molise, Riccardo Terriaca, nel corso dell’incontro con la stampa. In quella sede è stato presentato in anteprima il video che accompagnerà la presenza del Molise alla BIT: non uno spot tradizionale, ma una narrazione corale pensata per raccontare la rete cooperativa come fattore di sviluppo sostenibile e inclusivo, capace di trasformare la promozione in progetto economico.

L’itinerario proposto riflette questa impostazione. Da Termoli, porta adriatica della regione, il percorso risale verso il Matese, valorizzando l’Oasi di Guardiaregia e le attività ambientali curate dalla Cooperativa sociale La Ramegna. Attraversa quindi le colline del Molise centrale, mettendo in relazione lo straordinario olio di Guardialfiera, prodotto dall’azienda Kairos, e le passeggiate a cavallo curate dal centro di equitazione Ased Molise, per giungere nel Fortore, dove Riccia coniuga patrimonio storico e ospitalità integrata attraverso l’Albergo diffuso Borgo La Terra.

Il percorso prosegue dall’Apiario di Comunità di Castel del Giudice, esempio emblematico di rigenerazione economica e sociale nelle aree interne, per approdare ad Agnone, al Palazzo della Città, e concludersi con il contributo della Cantina San Zenone di Montenero di Bisaccia, a suggello del legame tra produzione, territorio e cultura d’impresa.

Il programma dettagliato delle iniziative sarà presentato nei prossimi giorni a Milano, ma l’impostazione è già leggibile: il Molise propone un modello di sviluppo che integra economia, cultura e coesione sociale. In un Paese che fatica ancora a riconoscere valore strategico alle aree interne, il turismo cooperativo si candida a diventare non un’eccezione, ma un laboratorio replicabile di economia della qualità.

#domenicorotondi 

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